La Corte internazionale di giustizia conferma

la tutela del diritto di sciopero sancita dalla Convenzione n. 87 dell’OIL

Jeudi 24 septembre 2026
Par

Il parere, pertanto, non pone fine a tutti i dibattiti, bensì ne ridefinisce il quadro di riferimento.

[Giugno 2026 – P. Sayour]

Il 21 maggio 2026, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha emesso un parere consultivo su una questione che ha diviso i membri dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) per oltre un decennio : il diritto di sciopero è tutelato dalla Convenzione n. 87 sulla libertà di associazione e la tutela del diritto di organizzazione sindacale ? Deferita alla Corte dal Consiglio Direttivo dell’OIL nel novembre 2023, la Corte era chiamata a risolvere una controversia tra organizzazioni di lavoratori e datori di lavoro in merito all’interpretazione di questa convenzione fondamentale. Sebbene il diritto di sciopero non sia espressamente menzionato nel testo adottato nel 1948, gli organi di controllo dell’OIL, in particolare il Comitato di esperti sull’applicazione delle convenzioni e delle raccomandazioni (CEACR) e il Comitato sulla libertà di associazione (CLA), lo considerano da diversi decenni una delle componenti essenziali della libertà di associazione.

Con una votazione di dieci a quattro, la Corte Internazionale di Giustizia ha concluso che il diritto di sciopero è tutelato dalla Convenzione n. 87. Secondo la Corte, la Convenzione garantisce alle organizzazioni dei lavoratori il diritto di organizzare le proprie attività e di difendere gli interessi dei propri membri. Gli scioperi sono uno dei mezzi attraverso i quali tali diritti possono essere esercitati efficacemente e contribuiscono quindi a garantire un’autentica tutela della libertà di associazione.

Questo parere consultivo riveste particolare importanza per il sistema di monitoraggio dell’OIL. Dal 2012, il disaccordo tra datori di lavoro e lavoratori sull’esistenza stessa del diritto di sciopero ai sensi della Convenzione n. 87 aveva indebolito il funzionamento di alcuni meccanismi di monitoraggio e portato a mettere in discussione le conclusioni del CEACR e del CLS. Confermandone la tutela ai sensi della Convenzione, la Corte Internazionale di Giustizia rafforza l’approccio da tempo seguito da questi organismi e riconosce l’importanza del loro contributo all’interpretazione e all’applicazione delle norme internazionali sul lavoro.

La Corte ha tuttavia precisato che il suo parere non determina il contenuto preciso del diritto di sciopero, la sua portata o le condizioni per il suo esercizio. Queste questioni rimarranno centrali nel dialogo tra le parti costituenti dell’OIL, nell’attività dei suoi organi di controllo e nelle scelte operate dagli ordinamenti giuridici nazionali. Il parere, pertanto, non pone fine a tutti i dibattiti, bensì ne ridefinisce il quadro di riferimento.

Questa decisione rappresenta un passo importante nella storia dell’OIL. Oltre a riconoscere il diritto di sciopero, fornisce un chiarimento giuridico atteso da molti anni e contribuisce a ripristinare la fiducia nel sistema internazionale di monitoraggio delle norme sul lavoro. Offre ai sindacati maggiore certezza in merito al fondamento pattizio del diritto di sciopero, pur lasciando aperto il dibattito sul suo contenuto preciso e sulle modalità del suo esercizio.

La caratteristica distintiva dell’OIL all’interno del sistema delle Nazioni Unite risiede nella sua struttura tripartita. In un momento in cui le divergenze sono spesso percepite come ostacoli piuttosto che come opportunità di dialogo, il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia sottolinea l’importanza di un sistema basato sul confronto dei punti di vista e sulla ricerca del consenso. Il tripartitismo rimane quindi uno dei punti di forza fondamentali dell’Organizzazione per promuovere gli standard lavorativi internazionali e favorire il dialogo sociale.

Revenir en haut