Analisi critica della reazione dell’Organizzazione Internazionale dei Datori di Lavoro al parere della Corte Internazionale di Giustizia sul diritto di sciopero Enregistrer au format PDF

Mercredi 3 juin 2026 — Dernier ajout jeudi 4 juin 2026
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Una sconfitta giuridica riconosciuta senza ammetterla : l’aspetto più sorprendente del comunicato dell’Organizzazione internazionale dei datori di lavoro è che riconosce la sentenza della Corte internazionale di giustizia senza mai parlare di sconfitta.

Documento analizzato

Organizzazione Internazionale dei Datori di Lavoro (OIE) :

https://www.ioe-emp.org/fr/nouvelle/details/loie-reagit-a-lavis-consultatif-de-la-cij-sur-le-droit-de-greve

Per oltre dieci anni, il Gruppo dei datori di lavoro ha sostenuto che la Convenzione n. 87 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro non proteggeva il diritto di sciopero.

Il 21 maggio 2026, la Corte Internazionale di Giustizia è giunta esattamente alla conclusione opposta :

  • il diritto di sciopero è protetto dalla Convenzione n. 87.

Corte Internazionale di Giustizia :

https://www.icj-cij.org

Organizzazione Internazionale del Lavoro :

https://www.ilo.org/fr/themes-et-secteurs/liberte-dassociation/interpretation-de-la-convention-no-87-en-rapport-avec-le-droit-de-greve

L’Organizzazione Internazionale dei Datori di Lavoro non contesta tale conclusione.

Essa scrive :

« L’OIE prende atto della conclusione del parere consultivo della CIG secondo cui il diritto di sciopero è protetto dalla Convenzione n. 87. »

Questa frase significa che i datori di lavoro abbandonano ufficialmente la battaglia principale.

Diventa difficile continuare a negare l’esistenza del diritto di sciopero nella Convenzione n. 87.

La vera battaglia viene immediatamente spostata

La frase più importante del comunicato è probabilmente la seguente :

« tale conclusione non determina il contenuto preciso, la portata o le condizioni di esercizio di tale diritto »

Questa formulazione costituisce il cuore della nuova strategia datoriale.

I datori di lavoro ammettono ormai che :

  • il diritto di sciopero esiste.

Ma aggiungono :

  • nessuno sa ancora con precisione quali siano i suoi limiti.

In altre parole :

  • la battaglia sull’esistenza del diritto di sciopero è persa ;
  • la battaglia sulle sue modalità di esercizio comincia ora.

Un tentativo di limitare l’impatto politico della vittoria sindacale

Le organizzazioni sindacali presentano il parere della Corte Internazionale di Giustizia come una vittoria storica.

L’Organizzazione Internazionale dei Datori di Lavoro risponde che la Corte non ha fornito risposta a numerose questioni essenziali.

Per esempio :

  • gli scioperi politici ;
  • gli scioperi di solidarietà ;
  • gli scioperi generali ;
  • i picchetti di sciopero ;
  • le occupazioni di locali ;
  • i blocchi delle attività ;
  • i servizi essenziali ;
  • i termini di preavviso ;
  • le procedure obbligatorie di conciliazione ;
  • le sanzioni disciplinari.

Su questo punto, l’argomento datoriale è giuridicamente fondato.

La Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto l’esistenza del diritto di sciopero.

Non ha però definito in modo preciso tutte le forme che esso può assumere.

La difesa dei sistemi nazionali più restrittivi

Un’altra frase importante del comunicato richiama :

« il rispetto della diversità dei sistemi giuridici nazionali »

Questa formulazione non è neutrale.

Essa significa che i datori di lavoro desiderano evitare che un’interpretazione uniforme del diritto di sciopero venga imposta a tutti gli Stati.

Essi cercano di preservare le particolarità :

  • del sistema svizzero ;
  • del sistema tedesco ;
  • del sistema britannico ;
  • del sistema giapponese ;
  • nonché di sistemi più restrittivi presenti in alcune regioni del mondo.

L’obiettivo è chiaro :

evitare che la decisione della Corte Internazionale di Giustizia serva ad armonizzare o rafforzare automaticamente il diritto di sciopero in tutti i paesi.

Un messaggio rivolto direttamente ai sindacati

Il comunicato afferma inoltre che la 114ª sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro dovrebbe svolgersi conformemente alla prassi consolidata.

Questa frase si rivolge indirettamente alle organizzazioni sindacali.

Perché ?

Perché alcune organizzazioni potrebbero essere tentate di chiedere :

  • una revisione dei metodi della Commissione per l’applicazione delle norme ;
  • un maggiore riconoscimento delle posizioni della Commissione di esperti per l’applicazione delle convenzioni e delle raccomandazioni ;
  • una rivalutazione di alcuni dossier nazionali.

Organizzazione Internazionale del Lavoro :

https://www.ilo.org

L’Organizzazione Internazionale dei Datori di Lavoro cerca di evitare che una vittoria giuridica provochi una trasformazione istituzionale del funzionamento dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Ciò che il comunicato non dice

Uno degli aspetti più rivelatori è forse ciò che manca nel testo.

Il comunicato non contiene alcuna affermazione secondo cui :

  • la Corte avrebbe sbagliato ;
  • il parere dovrebbe essere rimesso in discussione ;
  • dovrebbe essere avviata una nuova procedura.

Non viene formulata alcuna richiesta di revisione.

Non viene espressa alcuna contestazione diretta.

Questa assenza mostra che i datori di lavoro considerano probabilmente conclusa la battaglia giuridica.

La nuova strategia datoriale

La strategia che sembra emergere è relativamente chiara.

Accettare :

  • l’esistenza del diritto di sciopero.

Concentrare ormai il dibattito su :

  • la proporzionalità ;
  • i servizi essenziali ;
  • i termini di preavviso ;
  • le procedure di mediazione ;
  • le restrizioni legali ;
  • la continuità delle attività ;
  • la tutela dell’economia.

In altre parole :

Il diritto di sciopero esiste.

Ma il suo esercizio deve rimanere fortemente regolamentato.

Lettura critica

Da una prospettiva sindacale, questo comunicato può essere interpretato come un tentativo di ridurre la portata politica di una significativa sconfitta giuridica.

Da una prospettiva datoriale, si tratta invece di un testo particolarmente abile.

Esso consente :

  • di riconoscere l’autorità della Corte Internazionale di Giustizia ;
  • di evitare uno scontro diretto con la decisione ;
  • di preservare un ampio margine di negoziazione sulle modalità del diritto di sciopero ;
  • di mantenere la diversità dei sistemi nazionali.

La vera conseguenza

Il parere del 21 maggio 2026 modifica profondamente il terreno del dibattito.

Prima del 21 maggio 2026, la questione era :

  • il diritto di sciopero è protetto dalla Convenzione n. 87 ?

Dopo il 21 maggio 2026, la questione diventa :

  • quali restrizioni al diritto di sciopero sono compatibili con la Convenzione n. 87 ?

È su questo nuovo terreno che si concentreranno ormai i dibattiti tra sindacati, datori di lavoro, governi e Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Fonti

Organizzazione Internazionale dei Datori di Lavoro :

https://www.ioe-emp.org/fr/nouvelle/details/loie-reagit-a-lavis-consultatif-de-la-cij-sur-le-droit-de-greve

Organizzazione Internazionale del Lavoro :

https://www.ilo.org/fr/themes-et-secteurs/liberte-dassociation/interpretation-de-la-convention-no-87-en-rapport-avec-le-droit-de-greve

Corte Internazionale di Giustizia :

https://www.icj-cij.org

Convenzione n. 87 :

https://normlex.ilo.org/dyn/normlex/fr/f?p=NORMLEXPUB:12100:0::NO::P12100_ILO_CODE:C087

Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati :

https://legal.un.org/ilc/texts/instruments/french/conventions/1_1_1969.pdf

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