Genève, le 13 mars 2026
Pierre-Yves Maillard Président
Monbijoustrasse 61
3007 Berne
Richiesta di mantenimento della denuncia contro la Svizzera presso l’OIL
Caro compagno,
Come sicuramente saprai, il SIT ha tenuto il suo 20° Congresso lo scorso 15 novembre, sul tema « Lottare per nuovi diritti, nuovi diritti per lottare ». In tale occasione, i delegati sono tornati sull’importante questione della necessaria rafforzamento della protezione contro i licenziamenti antisindacali. Hanno quindi esaminato l’esito delle discussioni tripartite sull’argomento in relazione agli Accordi bilaterali 3 e hanno adottato la posizione molto critica che vi esponiamo di seguito.
Il campo di applicazione esclude moltissimi delegati sindacali : si limita ai rappresentanti eletti dei lavoratori (la maggioranza dei militanti sindacali non è eletta, e non tutti i sindacati sono organizzati in CoPe, che è solo una delle tante forme di organizzazione sindacale), ai membri di un organo di previdenza (numero molto esiguo) e ai membri dei comitati di settore nazionali dei CCL estesi ! Ciò esclude moltissimi settori, in particolare tutti quelli in cui le tutele sono cantonali, o regolate da contratti tipo (come l’economia domestica) o, peggio, privi di regolamentazione, come nella vendita, e altri settori precari.
D’altra parte, questa misura si applica solo alle imprese con almeno 50 dipendenti, il che corrisponde a circa il 2% di tutte le imprese con sede in Svizzera. Eppure è noto che la maggior parte dei problemi più gravi si verifica nelle piccole imprese, dove la presenza sindacale rimane vulnerabile come in passato.
La misura impone solo di cercare, entro un termine di due mesi, una soluzione per evitare il licenziamento ; in caso di insuccesso e di licenziamento, deve comunque essere avviata una procedura dinanzi ai tribunali e, in tal caso, l’indennità può essere portata a un massimo di 10 mesi invece degli attuali 6. Il licenziamento non è considerato nullo in caso di mancato rispetto della misura. Queste misure non sono evidentemente sufficientemente dissuasive per sortire un effetto.
Pertanto, il progresso è ben al di sotto delle legittime aspettative espresse dal movimento sindacale in materia di protezione contro i licenziamenti, in particolare l’annullamento di un licenziamento antisindacale e il diritto alla reintegrazione. In altre parole, non risolverà affatto il problema delle pressioni antisindacali in atto nel paese. Pertanto, il nostro sindacato ribadisce con forza la richiesta di non ritirare la denuncia presentata dall’USS all’OIL contro la Svizzera per violazione della Convenzione n. 98 sulla protezione dei rappresentanti sindacali. Questa è una delle poche leve di cui il movimento sindacale ha potuto disporre per tentare di migliorare la situazione in un paese che prospera sulle spalle di lavoratrici e lavoratori sfruttati, anche in zone di illegalità.
Precisiamo che il nostro sindacato è convinto della necessità degli accordi bilaterali nell’interesse dei lavoratori e delle lavoratrici, in particolare grazie ai permessi che concedono a coloro che provengono dall’Unione europea e grazie alle misure di accompagnamento, anche se queste ultime restano ancora al di sotto delle misure che dovrebbero essere adottate per proteggere davvero l’insieme dei lavoratori e delle lavoratrici dai rischi di dumping. Ma vediamo un grave rischio di divisione dei lavoratori nel svendere inutilmente la leva della denuncia all’OIL, che non farà altro che favorire le posizioni dell’UDC, ostile all’intero movimento sindacale. Il collegamento tra l’accettazione dell’accordo e il ritiro della denuncia è un ricatto da parte del governo e dei datori di lavoro, indegno di una negoziazione degna di questo nome, e non bisogna entrare in questo gioco.
Pertanto, il nostro sindacato si unisce a coloro che chiedono il mantenimento di questa denuncia presso l’OIL, poiché lo scarso risultato delle negoziazioni sull’argomento non ne giustifica il ritiro.
Considerando inoltre la decisione del Congresso 2022 dell’USS di adoperarsi per il lancio di un’iniziativa popolare federale in materia, e tenuto conto della manifesta opposizione dei datori di lavoro e del Consiglio federale ad accettare un effettivo rafforzamento della protezione contro i licenziamenti antisindacali, riteniamo che tale decisione debba essere attuata senza ulteriori indugi. In attesa di ciò, ti inviamo, caro compagno, i nostri saluti sindacali.
Davide De Filippo, co-secrétaire général
Jean-Luc Ferrière, co-secrétaire général

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