Gruppo difesa dei diritti sindacali

Cronologia della denuncia dell’USS contro la Svizzera all’OIL Save this article in PDF

(05-2026)
Tuesday 27 January 2026 — Latest update Thursday 11 June 2026

lettura indispensabile per comprendere il contesto dell’appello

14 maggio 2003 : l’USS presenta la denuncia (una novità nella storia svizzera) considerando che il diritto del lavoro svizzero non protegge sufficientemente i rappresentanti sindacali eletti contro i licenziamenti abusivi. Tuttavia, la Svizzera ha ratificato sia la Convenzione No 87 dell’OIL sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale, sia la Convenzione No 98 sul diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva. Nella denuncia, dove si illustra l’insoddisfacente situazione giuridica con numerosi esempi di persone vittime di licenziamenti abusivi, l’USS chiede che i licenziamenti dei delegati sindacali siano annullati e non semplicemente sanzionati con il pagamento di un’indennità equivalente a un massimo di 6 mensilità (al massimo 3 nella pratica).

2004 : il Comitato della libertà sindacale accetta la denuncia e condannando la Svizzera, la prega di mettere la sua legislazione in conformità con le norme internazionali del Lavoro.

Il Consiglio federale comincia col negare la legittimità del comitato della libertà sindacale, attitudine inaccettabile da parte del paese ospitante dell’OIL ! In seguito mette in piedi una commissione incaricata di fare delle proposte per mettere la legislazione elvetica in conformità con la convenzione No98 dell’OIL. Tutte le sue proposte per rendere la protezione realmente efficace contro il licenziamento antisindacale sono rigettate dalla parte padronale, poi dal Consiglio federale, che fonda il suo rifiuto su quello dei padroni, conferendogli di fatto un diritto di veto.

2006 : nuovi casi sottomessi all’OIL. La commissione dell’OIL invita di nuovo la Svizzera a modificare la sua legislazione, suggerendole d’ispirarsi nellla legge federale sulla parità dei sessi, che prevede la reintegrazione della persona licenziata dal momento che il giudice constata il carattere abusivo del licenziamento.

2008 : nuovo rifiuto d’agire del Consiglio federale.

2009 : nuova ondata di licenziamenti antisindacali.

2009 : sospensione della procedura della denuncia all’OIL in seguito delle consultazioni intraprese dal Consiglio federale.

14 gennaio 2011 : dopo due tentativi di revisione del Codice delle obbligazioni (CO) (2008 e 2009), si conclude la messa in consultazione (la 2a) della revisione parziale del 1o ottobre 2010. Il Consiglio federale non presenta neanche i risultati di questa consultazione !

19 settembre 2012 : l’USS riattiva la denuncia apportando 13 nuovi casi di licenziamenti abusivi. L’USS domanda all’OIL in particolare di constatare il rifiuto delle autorità svizzere di mettere un termine a una grave situazione che viola i diritti fondamentali.

5 novembre 2012 : pubblicazione del «libro nero dei licenziamenti abusivi» www.uss.ch/fileadmin/user_upload/Do... accompagnata dall’articolo di stampa di Vania Alleva «Il est grand temps de protéger les syndicalistes et de renforcer le partenariat social» “È giunto il momento di proteggere i sindacalisti e rafforzare il partenariato sociale”, nel quale si rivendica l’adattamento del Codice delle obbligazioni (CO) e la reintegrazione in caso di licenziamento abusivo. https://www.uss.ch/fileadmin/user_u...

5 novembre 2012 : intervento di Amnesty International con l’articolo di stampa «Les droits syndicaux font partie des droits humaines» “I diritti sindacali fanno parte dei diritti umani”. https://www.uss.ch/fileadmin/user_u...

6 novembre 2012 : pubblicazione dell’articolo dell’USS «La plainte est indispensable à la protection de la liberté syndicale» “La denuncia è indispensabile alla protezione della libertà sindacale”. www.uss.ch/themes/travail/detail/la-plainte-est-indispensable-a-la-protection-de-la-liberte-syndicale

21 novembre 2012 : Il Consiglio federale constata che non c’è il consenso sulla revisione del CO e decide di sospendere i lavori sul progetto di miglioramento e da mandato all’amministrazione per redigere uno studio approfondito in particolare sulla questione dei licenziamenti abusivi.

16 maggio 2019 : la Svizzera è inserita nella lista nera dell’OIL ! In effetti, questa cronica infrazione commessa dalla Svizzera nei confronti di un diritto costituzionale e di una norma del diritto internazionale che ha ratificato, giustifica il suo inserimento in questa lista sullo stesso livello dell’Iran, della Cina e della Bielorussia in materia di violazione dei diritti sindacali.

17 maggio 2019 : pubblicazione del comunicato dell’USS: “Protezione contro il licenziamento: cattiva allieva, la Svizzera è nella lista nera dell’ONU” https://www.uss.ch/themes/travail/detail/protection-contre-le-licenciement-mauvaise-eleve-la-suisse-est-sur-la-liste-noire-de-l-onu In questo comunicato, l’USS stigmatizza il comportamento e i decenni in cui la Svizzera ha passato a ignorare dei diritti umani e delle convenzioni dell’OIL che essa stessa aveva ratificato. Si può leggere anche questo passaggio: «Ora riceve il conto, e questo è salato». Un chiaro riferimento al deterioramento dell’immagine della Confederazione, tutt’altro che accidentale, e alla pressione internazionale che questo comporta in seguito al suo inserimento nella lista nera dell’OIL allo stesso livello di stati come la Sierra Leone, il Tagikistan o la Bielorussia.

10 giugno 2019 : (3 settimane dopo) annuncio di una mediazione tra sindacati e padronato del consigliere federale UDC Parmelin con l’obbiettivo di elaborare al più tardi entro dodici mesi (!) delle proposte di soluzione che permettano d’elevare il livello di protezione contro i licenziamenti per renderlo conforme alle convenzioni ratificate.

11 giugno 2019 : (1 giorno dopo) con l’accordo dell’USS la Svizzera è ritirata dalla lista nera dell’OIL.

28 mai 2021 : l’Assemblea dei(delle) delegati(e) dell’USS, constatando che poco o niente è successo dopo l’annuncio della mediazione, adotta la risoluzione «OIL e protezione contro il licenziamento : la Confederazione deve avanzare più rapidamente con la mediazione». Questa risoluzione domanda in particolare al mediatore d’avanzare più rapidamente nella modifica delle disposizioni legali in modo da instaurare una protezione efficace contro i licenziamenti abusivi ai sensi dell’OIL. www.uss.ch/fileadmin/redaktion/docs/dv/2021/210528_USS-AD_OIT_Protection_licenciements.pdf

25/26 novembre 2022 : durante il suo congresso a Interlaken, l’USS addotta due proposte concernenti la protezione contro il licenziamento, una di Unia e l’altra della CGAS (Comunità ginevrina d’azione sindacale), oltre alla risoluzione : « Le persone che s’impegnano per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici devono finalmente beneficiare di una vera protezione » (risoluzione 5) www.uss.ch/fileadmin/redaktion/docs/congres/2022/fr/221126_Resolutions-adoptee.pdf

In questa risoluzione si trovano le seguenti rivendicazioni :

  • La Svizzera ha bisogno finalmente di una vera protezione contro il licenziamento per tutte le persone che s’impegnano sui luoghi di lavoro per difendere le condizioni di lavoro e i diritti dei lavoratori e lavoratrici.
  • La mediazione in atto deve giungere rapidamente a dei risultati. I licenziamenti abusivi devono condurre a delle sanzioni efficaci : o devono essere annullati, o, a richiesta delle persone in causa, una congrua indennità deve essere prevista.
  • L’USS prepara il lancio di una iniziativa popolare. Riattiverà inoltre la sua denuncia presso l’OIL, s’impegnerà per ottenere una condanna della Svizzera dalla CEDU (Corte europea dei diritti dell’Uomo) e studierà altre misure ancora.
  • Le nostre rivendicazioni concernenti la protezione dei militanti sindacali devono diventare prioritarie in tutte le negoziazioni collettive. (Siamo noi che sottolineiamo).

Vedere anche l’articolo (in francese) sul congresso apparso nel giornale L’Evénement syndical : www.evenement.ch/articles/un-congres-face-aux-defis-de-linflation-des-retraites-et-du-climat

18 dicembre 2023 : dopo più di 4 anni senza risultati, Parmelin sospende la mediazione.

12 giugno 2024 : pubblicazione del comunicato dell’USS “La Svizzera arretra nell’indice internazionale della libertà sindacale” https://www.uss.ch/themes/travail/detail/la-suisse-recule-dans-lindice-international-de-la-liberte-syndicale Comunicato pubblicato in seguito alla pubblicazione del “Nuovo indice dei diritti nel mondo e della protezione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici”, della Confederazione internazionale dei sindacati (CSI). Infatti, durante l’ultimo periodo esaminato, questo rapporto indica che 21 persone sono state abusivamente licenziate a causa delle loro attività sindacali e per il loro impegno per dei diritti collettivi previsti dalle convenzioni collettivi di lavoro (CCL). La Svizzera fa parte dei 13 paesi che hanno visto la loro nota peggiorare. Le note vanno da 1 (violazioni sporadiche dei diritti) a 5 (nessuna garanzia dei diritti). La pubblicazione della CSI mette in evidenza anche che la nota media dell’Europa si è deteriorata, passando da 2,56 nel 2023 a 2,73 nel 2024, mostrando un deterioramento continuo rispetto alla nota di 1,84 del 2014 e il calo più significativo di tutte le regioni del mondo negli ultimi dieci anni.

19 maggio 2025 : durante la Giornata nazionale dell’industria di Unia a Berna, Parmelin annuncia un progetto di miglioramento della protezione contro il licenziamento abusivo che è anche la 14ª misura d’accompagnamento del pacchetto «Bilaterali 3» degli accordi Svizzera-UE. https://www.news.admin.ch/fr/newnsb/QYYALwOXkMEDwrAvlIbGd Parmelin annuncia pure che questo miglioramento è condizionato dal ritiro della denuncia dell’USS all’OIL. Tuttavia, questo progetto non risponde alla Convenzione No 98 dell’Organizzazione internazionale del Lavoro (OIL), nè alla raccomandazione del comitato della libertà sindacale dell’OIL che esige alla Svizzera di adattare la sua legislazione per proteggere i(le) delegati(e) sindacali prevedendo l’annullamento del licenziamento tale come già esiste nella legge federale sulla parità dei sessi.

22 novembre 2025 : al Congresso delle donne dell’USS, Gabriela Medici, coresponsabile del segretariato centrale dell’USS, annuncia che «se l’OIL accetta il cambiamento della legge (introducendo la 14ª misura, ndr) e procede all’estinzione della denucia, l’USS non si opporrà».

6 dicembre 2025 : questo annuncio viene confermato all’AD di Unia da Vania Alleva, vicepresidente dell’USS.

17 gennaio 2026 : lancio dell’appello in tre lingue diretto all’Unione sindacale svizzera, a Travail.Suisse e alle organizzazioni sindacali «Giù le mani dalla denuncia all’OIL ! Finché la Svizzera non rispetti pienamente i diritti sindacali !» da parte di un gruppo di sindacalisti e sindacaliste di diverse organizzazioni, che hanno constatato :

1 ) che la 14a misura d’accompagnamento del nuovo pacchetto «Bilaterali 3» non risponde alla Convenzione 98 dell’OIL, né alla richiesta espressa del suo comitato per la libertà sindacale che esige dalla Svizzera di adattare la sua legislazione per proteggere i delegati sindacali prevedendo, in particolare, la nullità del licenziamento come già previsto dalla legge federale sulla parità tra i sessi.

2 ) che piegandosi alla richiesta del consigliere federale UDC Guy Parmelin (ritiro della denuncia in cambio della 14a misura d’accompagnamento), le direzioni dell’USS e di Unia, in pratica, permetteranno la normalizzazione degli abusi aprendo così la porta a un rapporto di forza ancora più sfavorevole ai sindacati.

11 febbraio 2026: con un comunicato stampa, il Consiglio federale annuncia: la «misura 14» si rivolge esclusivamente alle imprese con almeno 50 dipendenti, il che corrisponde a circa il 2% di tutte le imprese con sede in Svizzera.

2 marzo 2026: durante la sua riunione ordinaria, la CGAS, l’organizzazione mantello che riunisce tutti i sindacati ginevrini, vota all’unanimità a sostegno dell’appello «Non toccate la denuncia all’OIL finché la Svizzera non rispetta i diritti sindacali! » Vota inoltre all’unanimità l’invio di un messaggio all’USS.

13 marzo 2026: il Consiglio federale adotta il pacchetto «Stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» all’attenzione del Parlamento. Nella 14ª misura, la possibilità di nullità è stata soppressa, ma è stato aggiunto un complemento all’art. 336a, cpv. 4 4 In caso di licenziamento abusivo di un lavoratore di cui all’art. 335l, cpv. 1, l’indennità non può superare l’importo corrispondente a dieci mesi di salario del lavoratore. Essa ammonta ad almeno quattro mesi di salario in caso di licenziamento abusivo ai sensi dell’art. 336, cpv. 2, lett. d, salvo in caso di violazioni minori della procedura di cui agli art. 335 m e 335 n o quando la procedura viene sanata conformemente all’art. 335 o, cpv. 2. In caso di gravi violazioni della procedura, in particolare se il datore di lavoro non comunica il preavviso o non concede il colloquio richiesto dal lavoratore, l’indennità stabilita deve essere elevata.

13 marzo 2026: con una lettera indirizzata all’USS, il SIT (Sindacato interprofessionale dei lavoratori e delle lavoratrici, che conta oltre 9000 iscritti a Ginevra) «esprime con forza la richiesta di non ritirare la denuncia presentata dall’USS all’OIL contro la Svizzera per violazione della Convenzione n. 98 sulla protezione dei rappresentanti sindacali. Questa è una delle poche leve di cui il movimento sindacale ha potuto disporre per tentare di migliorare la situazione in un paese che prospera sulle spalle di lavoratori e lavoratrici sfruttati, anche in zone di illegalità».

31 marzo 2026: veniamo a sapere che nella sua Osservazione adottata nel 2025 e pubblicata in vista della 114a sessione del 2026, la Commissione di esperti dell’OIL per l’applicazione delle convenzioni e delle raccomandazioni (CEACR) conferma di aver ricevuto le osservazioni dell’USS datate 22 agosto 2025 relative alla 14a misura del Consiglio federale.

Accoglie con favore l’aumento del massimale dell’indennità ivi previsto. Tuttavia, rileva che il progetto non copre direttamente i rappresentanti sindacali a livello aziendale e che non contiene misure volte a rafforzare la protezione contro i licenziamenti derivanti dall’affiliazione sindacale dei lavoratori o dalla loro partecipazione ad attività sindacali, quali la negoziazione e la conclusione di contratti collettivi che, in virtù della legislazione nazionale, spettano esclusivamente alle organizzazioni sindacali e ai loro rappresentanti.

La commissione si permette di ricordare… che, sebbene la convenzione non imponga agli Stati di introdurre nella propria legislazione la reintegrazione del lavoratore, tale misura costituisce il rimedio più efficace contro gli atti di discriminazione antisindacale e dovrebbe almeno figurare tra la gamma di provvedimenti che l’autorità giudiziaria può ordinare in caso di discriminazione antisindacale.

Infine, la commissione invita il governo a proseguire i propri sforzi al fine di garantire la piena conformità della legislazione e della prassi in materia di protezione contro il licenziamento antisindacale alla convenzione. La commissione incoraggia il governo ad adottare le misure necessarie affinché il progetto di modifica del CO copra l’insieme dei lavoratori protetti dalla convenzione, in particolare i rappresentanti sindacali all’interno dell’impresa.

28 maggio 2026 il Gruppo per la difesa dei diritti sindacali chiede al Direttore Oliver ROEPKE dell’Ufficio per le attività a favore dei lavoratori (ACTRAV) una nuova analisi da parte degli organi dell’OIL degli «sforzi » della Svizzera per il rispetto degli articoli 1 e 3 della Convenzione n. 98, trasmettendogli il testo della misura 14 che modifica il Codice delle obbligazioni, riportato alle pagine da 77 a 80 del progetto di decreto federale recante l’approvazione e l’attuazione degli accordi relativi alla stabilizzazione delle relazioni tra la Svizzera e l’UE (Bilaterali III).

5 giugno 2026 Il Gruppo per la Difesa dei Diritti Sindacali consegna al Sig. Pierre-Yves MAILLARD, Presidente della Federazione Sindacale Svizzera, e al Sig. Adrian Wüthrich, Presidente di Travail.Suisse, due pacchi contenenti l’APPELLO e il registro dei firmatari (482 contati quel giorno).

  1. Fonti (in francese) :

https://www.uss.ch/fileadmin/user_upload/Chronologie_de_la_Plainte_OIT.pdf

https://www.uss.ch/themes/travail/detail/la-plainte-est-indispensable-a-la-protection-de-la-liberte-syndicale

https://www.uss.ch/themes/travail/detail/protection-contre-le-licenciement-mauvaise-eleve-la-suisse-est-sur-la-liste-noire-de-l-onu

https://www.uss.ch/fileadmin/user_upload/Dokumente/Diverses/Unterlagen_Themenseiten/100226_Dossier_Licenciements_antisyndicaux.pdf

https://www.uss.ch/themes/travail/detail/protection-contre-le-licenciement-mauvaise-eleve-la-suisse-est-sur-la-liste-noire-de-l-onu

Les plaintes contre la Suisse à l’OIT

https://www.evenement.ch/articles/la-suisse-nest-plus-sur-la-liste-noire-de-loit

https://www.uss.ch/fileadmin/user_upload/Dokumente/Medienkonferenzen/2012-11-05_Schutz_vor_gewerkschftsfeindlichen_Kuendigungen/FR/121105_Intervention_AI.pdf

https://www.uss.ch/fileadmin/user_upload/Dokumente/Broschueren__Buecher/Broschure-SGB_Kuendigungsschutz_franz_low.pdf

https://www.uss.ch/fileadmin/redaktion/docs/dv/2021/210528_USS-AD_OIT_Protection_licenciements.pdf

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